NINA è un centro presente all’interno dell’ospedale S. Chiara di Pisa specializzato nella Formazione in Simulazione in ambito neonatale. Questo approccio intreccia simulazione e realtà aumentata, e si pone come obiettivo quello di formare professionisti sanitari che operano all’interno del dipartimento Materno-infantile andando a coinvolgere i seguenti ambiti: neonatologico, ostetrico-ginecologico e anestesiologico.

Unico in Toscana e uno dei pochi presenti sul territorio italiano, Nina nasce più di dieci anni fa da un’idea del dott. Armando Cuttano, sviluppandosi inizialmente all’interno dell’Unità di Neonatologia diretta allora dal prof. Antonio Boldrini.  

Attraverso l’utilizzo di speciali robot simulatori, che riproducono fedelmente l’esperienza del parto e il neonato nel pieno rispetto delle regole “just in place” e “just in time”, medici e tecnici neonatologi sperimentano verosimilmente tutte le criticità offerte dal Rischio Clinico.

COMFTECH AL CENTRO NINA logo nina
“Nina è un simulatore ad alta tecnologia formato strutturalmente da un’area allestita nello spazio e negli arredi come un’isola neonatale in saletta parto, con un manichino – una sorta di bimbo bionico di circa tre kg di peso – su cui possono operare i professionisti. Il manichino è capace di offrire un feedback completo perché piange, diventa cianotico, può manifestare convulsioni, aritmie esattamente come un neonato critico vero”

Dott. Cuttano, responsabile del centro.

ComfTech ha verificato sul simulatore neonatale la possibilità di monitorare il respiro tramite smart textiles che evitano l’applicazione di sensori sul neonato.

La rianimazione neonatale rappresenta una delle procedure che più frequentemente viene espletata in medicina. Infatti, circa il 5-6% di tutti i nati e fino a 80% dei neonati con peso alla nascita inferiore a 1.500 g necessitano di un intervento rianimatorio a diversi livelli in sala parto. L’adeguata formazione del personale che assiste il neonato alla nascita è quindi di cruciale importanza per ridurre la mortalità e la morbilità secondarie all’asfissia.

Protagonisti di questi test sono stati i dispositivi Howdy Baby® (CMIIb) e Bodee®.  I risultati ottenuti sono stati estremamente positivi segno di come la nostra tecnologia possa migliorare qualitativamente l’esperienza del monitoraggio sui neonati non solo in ambito ospedaliero, ma anche domiciliare.